
Ebbene, vi ho raccontato che ieri sera sono stata a sentire l'opera popolare (secondo la definizione di Cocciante) "Giulietta e Romeo" (e notate: non Romeo e Giulietta secondo la vulgata shakespeariana).
Che dirvi?
Sarà che dovrò riascoltarla varie volte, sarà che non sono una fan accanita nemmeno di Notre Dame (che pure ho apprezzato), sarà che mi piacciono i musicals con arie orecchiabili (quelle che attacchi subito a fischiettare come fossi tu il compositore), sarà che il Romeò et Juliette francese di Gerard Presgurvic (targato Parigi 2001 mi pare) viaggia ad una bellezza stratosferica rispetto all'opera popolare del nostro Riccardo (e badate: è Cocciante stesso che non ha voluto fare un musical ma un'opera con arie e tutto il resto...), sta di fatto che lo spettacolo non mi ha convinto.
Per carità, lode a Riccardo - che per fuggire dal sistema mediatico dello star sistem è finito a comprare casa con tutta la famiglia a Dublino - che dopo Notre Dame ha compiuto una virata, volendo far rivivere l'opera musicale, sano patrimonio nazionale, ma riarrangiandola secondo i gusti musicali di quasi due secoli più tardi: per cui senti le arie dei cantanti accompagnate dalla chitarra elettrica, dai microfoni, dalle basi musicali (no strumenti dal vivo), ecc.
Come ho detto, sarà che devo scordarmi il motivetto fischiettabile che ti ronza in testa... bò, forse non sono ancora all'altezza dei tempi!
Però mi metto anche dalla parte del compositore, non posso farne a meno visto che quando scrivo produco anch'io un'opera che può essere apprezzata, contestata, nemmeno guardata... e tanto di cappello per il fatto che - si è visto ieri sera quando è comparso sul palco e lo si capisce da tutte le interviste che mi sono letta - quest'opera lui la ama tantissimo. La coccola, se la canta da solo (come nella anteprima mondiale che si è tenuta a Roma nell'autunno scorso), ci scrive i testi con Pasquale Panella (compositore dell'ultimo Battisti), considera la quindicina di melodie (arie) di cui l'opera è composta come sue dilette figlie partorite dalla sua mente creativa, rivela che tuttora non può non scrivere musica (ogni mattina, come me...

con le parole) perchè è la sua vita. Tiene un centinaio di arie nel computer di casa, e alcune melodie del Giulietta e Romeo sono parecchio datate perchè tirate fuori dal suo scrigno magico, come a dire: l'aria giusta al momento giusto.
Bene, bravo Riccardo, perdonami se non ho capito fino in fondo la tua opera... ci rivedremo la prossima volta! (Sua moglie si è lasciata sfuggire che lui e Pasquale Panella serbano pronte nel cassetto altre due opere... chissà!)
Eccovi un pò di link per approfondire:
http://www.giornaledellamusica.it
http://www.operanarrativa.com
http://www.lastampa.it
http://www.coccianteclub.it/
http://dietrolequinte.blogosfere.it/2007/06/giulietta-e-romeo-ecco-le-prime critiche
http://news.google.it/news?q=giulietta+e+romeo( fonte ansa)