Il blog della casalinga cristiana
Come narrare la fede: sono una scrittrice di christian fiction (narrativa cristiana). Se siete invogliati, leggete i miei romanzi e ditemi che ne pensate! Li trovate qui sotto scaricabili gratis. Diffondiamo i libri cristiani!

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Blogger: ElisabettaM
Nome: Elisabetta
Sono una giovane mamma di tre bimbi piccoli. Scrivere è la mia passione! Sotto i bottoni di Splinder troverete le mie collaborazioni letterarie. Pace a gioia a tutti quanti! -------------------------------------
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venerdì, 21 dicembre 2007
Auguri di buon Natale!


Grazie Luca, adesso ho capito come postare un video!
Auguri di buon Natale a tutti!
Scritto da: ElisabettaM alle ore 17:08 | link | commenti (25)
Categoria:
mercoledì, 19 dicembre 2007
Guardate qui che bello questo filmato (non c'è verso di riuscire a capire come postare un video di you tube sul blog ):
Video per gli auguri di Natale fatto da dommauro di Grafica Pastorale:
Scritto da: ElisabettaM alle ore 15:14 | link | commenti (6)
Categoria: you tube
Ho trovato sul blog di Anerella-Il canocchiale questo post che anch'io riprendo (dal sito dove l'ha preso lei):

PROMEMORIA PRO PRESEPE
 

Perchè fare il presepe a scuola fa bene a tutti gli studenti

1. La conoscenza reciproca alimenta il dialogo e il rispetto. Gli studenti immigrati di religione non cristiana vengono rispettati di più se noi non cancelliamo i simboli della nostra tradizione e della religione storicamente maggioritaria nel nostro Paese e non li priviamo della possibilità di conoscere un pezzo della storia e della cultura del Paese nel quale vivono e del quale un domani potrebbero diventare cittadini.

2. I musulmani non sono offesi dalla celebrazione del Natale. Al contrario, il Natale ha le caratteristiche per essere una festa condivisa, in quanto l'Islam venera Maria e considera Gesù l’ultimo profeta prima di Maometto. In numerosi Paesi a maggioranza islamica, il Natale (cattolico o ortodosso) è considerato festa nazionale.

3. “Rispettare” gli studenti immigrati non cristiani non può significare discriminare quelli cristiani. Non è corretto discriminare i molti studenti immigrati di religione cattolica o più in generale cristiana, impedendo loro di festeggiare a scuola il Natale. D’altronde essi potrebbero arricchire la nostra cultura, “insegnandoci” il modo in cui il Natale viene festeggiato nei loro Paesi d’origine.

4. Non si può “tutelare” la minoranza limitando i diritti della maggioranza. Vivere in una società multiculturale non comporta le necessità di rendere i bambini italiani “orfani” della loro origine, privandoli della possibilità di conoscere un simbolo della storia religiosa, culturale, artistica, popolare italiana. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in armonia e rispetto.

5. Natale è la festa che ricorda l’evento storico della nascita di Gesù Cristo. Questo evento sta alla radice della nostra civiltà al punto tale che noi contiamo gli anni a partire da esso. A prescindere dall’adesione alla religione cattolica, negare il Natale di Gesù significa negare l’origine della nostra civiltà. E’ un atto violento: non a caso furono i nazisti i primi a sostituire il Natale con la Festa della Luce.

6. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di diventare cristiano. Il presepe è  simbolo di amore e di accoglienza, segno di pace e di fratellanza universale. memoria del sorgere del cristianesimo, religione del nostro paese e fondamento dei valori universali propri di ogni essere umano: libertà, uguaglianza, pari dignità tra uomo e donna. Sono le basi su cui costruire una integrazione autentica, basata sul rispetto reciproco.

7. La laicità è un metodo, non è un contenuto. Essere laici non significa essere anticristiani ma  approcciare in modo ragionevole la realtà e impedire che una posizione prevalga in modo violento sulle altre. La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non chiude fuori dalla porta culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio.

8. La “neutralità religiosa” offende tutti. Se si toglie dalla scuola il presepe e il riferimento alla nascita di Gesù, per logica conseguenza va tolto ogni riferimento a ricorrenze come il Ramadan o Halloween (è la contrazione di All Hallows Eve che significa "vigilia di Tutti i Santi", la Festa di tutti i Santi); senza dimenticare che lo stesso “laico” Babbo Natale, che in molte scuole porta i doni “al posto” di Gesù Bambino, in realtà è Santa Klaus, cioè San Nicola.

9. Tolto il presepe, Natale rimane esclusivamente una festa del consumismo, fatta di regali e di abbuffate, priva di valori e di insegnamenti. E’ a questo che vogliamo educare gli studenti delle nostre scuole?

http://www.natalesiamonoi.it/

Scritto da: ElisabettaM alle ore 10:57 | link | commenti (11)
Categoria: riflessioni
martedì, 18 dicembre 2007
Ebbene sì: l'ho visto. Da sola con mio marito (i lupacchiotti sono rimasti a casa con la nonna - che si è gentilmente concessa in qualità di nonna-sitter - visto che i maschietti non erano per nulla entusiasmati dall'idea di vedere una principessa, mentre la femminuccia ha appena tre anni... troppo piccola per portarla al cinema).
Vi raccomando: andate a vederlo , a me è piaciuto proprio tanto! Mi ha ricordato lo stile di Mary Poppins: una fiaba per famiglie, con belle canzoni che ogni tanto i cantanti-attori attaccano (con moderazione), con un finale romantico, il che non guasta.
Volevo anche andare a vedere la Bussola d'oro, anche se ero indecisa sapendo che Philiph Pullman (lo scrittore inglese della trilogia della bussola d'oro) non ha grandi simpatie per la Chiesa Cattolica. Ma dopo aver letto l'ottimo articolo su Cultura Cattolica (se potrò scriverò qualcosa anch'io a riguardo), credo proprio che non andrò.  Mi è passata la voglia. Quasi quasi torno a rivedermi questo...
Ciao a tutti!!!

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46756
Scritto da: ElisabettaM alle ore 13:48 | link | commenti (8)
Categoria: cinema
lunedì, 17 dicembre 2007
Novena di Natale per bambini
Oggi inizia la novena di Natale, e su questo sito (cliccare qui) ho trovato delle belle storie da leggere ai bambini (ognuna per le nove sere che mancano al Natale) prima di mandarli a letto. Noi di solito accendiamo le candele della corona d'avvento, diciamo una decina del rosario con loro e questa sera inizieremo a spiegare loro che mancano nove giorni al Natale e che da questa sera si possono fare delle preghiere particolari per prepararsi bene al Natale (la novena appunto).
Buon inizio di settimana ad ognuno di voi e buona novena di Natale a tutti!
Scritto da: ElisabettaM alle ore 13:31 | link | commenti (5)
Categoria:
giovedì, 13 dicembre 2007
Recensioni
Vi posto le recensioni che mi hanno fatto dei miei libri, così anche voi potete farvi un'idea di come sono i miei libri.
Potete farvi un regalo per la festa di Santa Lucia auto-offrendovi la piacevole lettura di uno dei miei libri!
(qui a Verona oggi è la festa di Santa Lucia, che secondo la tradizione porta i doni ai bambini buoni. Infatti stamattina i miei tre lupacchiotti hanno trovato in salotto, appena alzati, i regali che avevano chiesto). E' una festa antichissima, se riesco domani o oggi pomeriggio farò un altro post sulla sua tradizione.
Intanto ciao a tutti!

Ritorno a rileggere questo racconto e mi stupisco nuovamente: l'autrice ha una capacità incredibile di descrivere. Il racconto sembra un quadro d'epoca, dipinto con poche abili pennellate. Pittoresco, caldo di sensazioni, elegante! Mi sembra di conoscerla, quella casa nella Laguna...
Un libro di racconti sinceri e scorrevoli. E' facile riconoscersi nei personaggi e nelle loro vicissitudini. Ottima la cura dei particolari con i quali si creano personaggi e luoghi che diventano, a mio parere, molto credibili e reali. E un grazie sincero ad Elisabetta per il ritorno agli "eterni" valori e ai sentimenti genuini di cui abbiamo tutti bisogno.

( Tatiana Kaptchevskaia, 9 novembre e 22 ottobre)

Ho letto il tuo libro tra ieri sera e sta mattina questo è già indice del fatto che l'ho gradito molto! Molto molto scorrevole, la storia anche nella sua semplicità manda a segno molte frecce sia sulla Cristianità che sull'amore quello vero! Forse avrei meglio approfondito le ultime battute quando lei dice a Luca di esser incinta probabilmente di Ettore! Per il resto che dire lo                                                          straconsiglio a tutti gli amanti dei romanzi rosa!
                                                     (Giovanni Micolucci, 16 ottobre)

"Nell'opera è presente una buona conoscenza  (per quanto ne so io al riguardo)  biblico-teologica. Inoltre esso ha un buon incipit, non prolisso, certamente da te studiato con attenzione, come sempre si deve fare.
E' interessante la proiezione sullo schermo del futuro prossimo d'una situazione che, per certi aspetti, mi sembra già l'attuale.
Buona è l'idea lungo la quale l'opera si svolge e buone, perché destano interesse, sono certe parti; sarebbe bene però, a mio parere, limare moltissimo e non solo in vista dell'eventuale pubblicazione del romanzo intero, in quanto i romanzi troppo lunghi non attirano, di solito, il lettore contemporaneo. Il romanzo è d'avventura, dunque si rivolge a certi lettori soprattutto, il normale lettore di oggi, soprattutto se giovane, non le apprezzi poi molto certe cose, purtroppo: egli vuole in primo luogo azione; e se l'autore desidera, di fondo, evangelizzare con un romanzo d'avventura, bisogna che metta in primissimo piano l'azione stessa eccitando il più possibile la curiosità e infilando qua e là, funzionalmente, s'intende, non artificiosamente, il Vangelo
".
                                                     (Guido Pagliarino, 30 novembre)


mancano, aspetto le vostre!
Scritto da: ElisabettaM alle ore 11:24 | link | commenti (5)
Categoria: romanzi
martedì, 11 dicembre 2007
Guardate che bella intervista mi ha pubblicato la mia cara amica Tatiana. Me l'ha chiesta ed io gliel'ho preparata, per presentare un pò meglio il mio romanzo IL 74° LIBRO-LA PUNTA DI DIAMANTE sul suo blog; ho pensato ad un'intervista immaginaria.
Leggetela perchè è bellissima!
La ripropongo anch'io, oppure (se avete voglia di visitare il blog EMOZIONI) la potete trovare anche sul sul blog:

Quando hai incominciato a scrivere?
Intorno ai quindici anni, dopo aver letto Orgoglio e Pregiudizio. Mi sono talmente innamorata dei personaggi che ho deciso che anch’io avrei scritto storie così belle. Purtroppo all’epoca non avevo in me la fiducia sufficiente a produrre pezzi accettabili. Alla fine ho cominciato a scrivere veramente solo aull’Università.
Il primo libro scritto?
Avrei voluto che il mio primo romanzo fosse stato un romanzo d’amore. Fin dai banchi dell’Università, quando ho conosciuto colui che poi sarebbe diventato mio marito, sentii chiaro dentro di me che l’amore è un sentimento da proteggere, preservare, custodire ed aumentare tutti i giorni, come descrive benissimo Tatiana nel suo romanzo: Un nuovo inizio.
Di fatti iniziai la stesura de La Certosa di Firenze, tuttora nell’hard disk del mio portatile. Ne ho scritto circa un quarto, dopodichè mi arenai sia per la complessità dei personaggi creati, sia per l’urgenza di iniziare la trilogia. Non vedo l’ora di finire l’opera comunque!
Di cosa parla La Certosa di Firenze?
Di una crisi matrimoniale, e del modo in cui i due giovani sposi la superano. Incontrando Cristo.
Difficile tema per essere un primo romanzo!
Sì, ma l’ispirazione è l’ispirazione.
Quindi hai messo da parte la Certosa per scrivere il primo volume della trilogia?
In realtà parallelamente alla trilogia ho portato avanti i racconti, per farli leggere in giro ed inviarli ai concorsi.
Il primo scritto è stato Una storia semplice. E’ arrivato secondo ad un concorso!
E poi?
Poi sono arrivati L’eterno ritorno dell’uguale, appena pubblicato sul numero odierno di Future Shock; Uno scatto per amore, arrivato primo ad un altro concorso, e Miracolo di Natale.
Adesso ho appena terminato di scrivere una favola di Natale per bambini: Carlino, l’albero di Natale e la palla magica.
Parlami della trilogia.
La trilogia mi si è concepita subito davanti come la conoscete; tre volumi, divisi nei rispettivi luoghi di ambientazione: Roma, Turchia e Gerusalemme.
Volevo parlare dell’Europa che sta abbandonando le sue radici cristiane, e della fede in Cristo come unica possibilità di salvezza per l’identità dell’Europa e per la pacifica coesistenza dei popoli tra di loro. Come vede non mi sono proposta una storia semplice…
Sei soddisfatta del primo volume?
Sì, ho impiegato cinque anni per scriverlo. Ho pregato tanto mentre scrivevo, e soprattutto l’ho ri-scritto almeno una mezza dozzina di volte. Ho dovuto imparare a levigare lo stile e a non essere prolissa, tutt’ora c’è qualche aggiustamento che vorrei fare. E poi mi sono concentrata tanto sulla storia e sui personaggi: se non funzionano quelli, il libro non decolla.
Il titolo come ti è venuto?
La punta di diamante è una metafora: significa che il gruppo che lavora alla traduzione della Lettera di San Paolo Apostolo ritrovata è il meglio che ci sia in circolazione, è un gruppo d’elite come i corpi speciali!
Puoi farci un riassunto del libro?
Gli eventi centrali del romanzo sono due: le Stelle Spezzate e la lettera di San Paolo Apostolo ritrovata dopo essere stata perduta. In mezzo a questi due eventi si modella lentamente un gruppo di persone eterogenee tra loro, persone comuni (non professionisti), il cui compito è quello di scoprire l’autenticità o meno della lettera; inevitabilmente si troveranno coinvolti nei piani delle Stelle Spezzate.
Ed il secondo volume della trilogia? Puoi anticipare qualcosa?
E’ già quasi tutto scritto, ma devo revisionarlo. Lo pubblicherò l’anno prossimo. S’intitola: Il crollo dell’Unione.
Affascinante!
Eh sì, non c’è che dire…
Racconta che l’Unione Europea così come la conosciamo ora crollerà? E’ tremendo…
Non proprio… però succederà qualcosa del genere. Ma non svelo nulla!
Quanto tempo dedichi ogni giorno alla scrittura?
Almeno un’ora al giorno, più che altro la mattina mentre i bimbi sono a scuola.
Fai prima le faccende di casa e poi scrivi, o il contrario?
Mi vergogno a dirlo, ma prima scrivo, poi mi precipito a pulire la casa e a cucinare. Sono una frana…
Cosa significa per te la scrittura?
Comunicazione. Esprimo me stessa. E’ stupendo creare una cosa viva come la pagina scritta dal nulla!
La tua famiglia è felice che scrivi?
Sì. Mio figlio Giuseppe, il primogenito, ha appena finito di scrivere un racconto di aerei! Non è incredibile? E’ proprio vero che i figli ci guardano e a volte ci copiano! Mio marito poi mi corregge le bozze. Anzi, approffitto dell’occasione per ringraziarlo!
Il libro più bello che hai letto?
Mah, forse Guerra e Pace, adoro gli scrittori russi; poi quelli delle scrittrici inglesi (Austen, le sorelle Bronte…), I miserabili di V. Hugo, I Promessi Sposi… ce ne sono così tanti!
Scritto da: ElisabettaM alle ore 17:18 | link | commenti (4)
Categoria: romanzi
lunedì, 10 dicembre 2007
Ho ripreso a scrivere Il Marchio di Caino. Mi ci sono rimessa a lavorare a pieno ritmo per finirlo entro l'inverno.
Per chi volesse seguitare a leggere ecco il collegamento: andate QUI.
Ovviamente metto l'inizio del post anche qui su questo blog:

Capitolo XII (segue dal post precedente):

Come previsto allo spuntare del giorno giunsero in vista di Mont Saint Michel.

Il cielo pareva un’enorme tela in cui una mano esperta avesse tinto strati alterni di rosa pesco e di blu cobalto. In mezzo a quel quadro potente e commovente, tenui raggi, le vedette del mattino, filtravano come da invisibili fori nella tela grezza.

Il monastero si ergeva in lontananza. Visto dalla neve faceva pensare ad un pugno chiuso con il dito puntato verso l’alto, come ad indicare un qualche posto importante in quella fetta di cielo sopra il monte; in qualsiasi direzione si spingeva lo sguardo, esso si perdeva in chilometri e chilometri di baia prosciugata dall’acqua, una desolazione immensa. Spuntava solo l’isolotto con abbarbicata in cima la rocca del monastero, a cui il piccolo borgo antico sembrava aggrapparsi con le unghie e con i denti.

Sylvie pensò per un attimo che, se le avessero detto che quella costruzione era l’unica cosa rimasta della civiltà umana, vi avrebbe creduto, tale era il senso di smisurata solitudine che emanava da quella vista.

Guardò in alto il cielo striato per prendere coraggio, notò che in prossimità del campanile splendeva l’ultima stella della notte, la prima del mattino. Senza sapersene spiegare il motivo le venne in mente un inno cristiano che le stava molto a cuore: “Ave, o stella del mare, madre gloriosa di Dio, vergine sempre, Maria, porta felice del cielo…”, si commosse al pensiero che una così forte e divina protettrice, più potente ancora dell’Arcangelo a cui era dedicato il monastero, fosse stata designata da Dio onnipotente per sconfiggere il padre di tutte le menzogne. Una donna e suo Figlio. Anche lei era una donna, e anche lei aveva da poco partorito un figlio, o meglio, una figlia. In quel momento sentì che Maria le era vicinissima.


Scritto da: ElisabettaM alle ore 12:15 | link | commenti (5)
Categoria: romanzi
venerdì, 07 dicembre 2007
Prendo dal forum di Avvenire un articolo interessante, che mi trova  completamente d'accordo, a proposito del dibattito che si è innescato sul giornale della CEI  riguardo il portare o no i bimbi in chiesa. Da parte mia li abbiamo sempre portati e non vedo motivi per lasciarli a casa, se non quando sono ammalati. E' bello e giusto che i bimbi vedano che è la famiglia cristiana che va a messa dal Signore. Che loro fanno parte, insieme alla loro mamma, al loro papà ed ai loro fratelli, di una piccola comunità (la Chiesa domestica) che la domenica si riunisce con altre famiglie per santificare il giorno del Signore. Andarci separati, prima un coniuge poi l'altro, lasciando a casa loro, bè... sinceramente mi fa un pò pena. Qualche volta può succedere, ma non dovrebbe essere la regola a mio modo di vedere.
Ciao a tutti e buona festa dell'Immacolata!

 
Bambini in chiesa. Non sono loro che disturbano (Bruno Macciò - 05/12/2007)
Alla porta della nostra chiesa da quasi vent'anni è affisso un cartello nel quale, sullo sfondo di una fotografia di Papa Giovanni Paolo II che bacia sulla fronte un bimbo, è scritto: "Nella nostra chiesa I BAMBINI PICCOLI accompagnati dai Genitori NON DISTURBANO E SONO ACCOLTI CON GIOIA. Se fosse necessario - per seguire meglio la celebrazione della Messa e non avere preoccupazioni - i Genitori possono accomodarsi in SALA BETANIA audiocollegata con la chiesa. Ingresso dalla prima cappella a destra". Il locale, fornito di lavabo (acqua calda/fredda), è particolarmente fresco d’estate e d’inverno è ben riscaldato. Una porta esterna immette sul piazzale a levante, da dove si può accedere ai servizi igienici. Da due anni abbiamo potuto aggiornare il cartello con l'aggiunta: "SALA BETANIA VIDEO AUDIO COLLEGATA CON LA CHIESA" Forse questo spirito di accoglienza parla più di tante parole e offre alla Comunità Eucaristica la possibilità di rappresentare al vivo Gesù che, sgridando i suoi che volevano allontanare i piccoli disturbatori, se li fa portare vicino e li abbraccia indicandoli come esempio per entrare a far parte del regno di Dio. Per i bambini c'è sempre una carezza ed un segno di croce sulla fronte quando papà e mamma, portandoli in braccio o tenendoli per mano, si avvicinano a ricevere l'Eucarestia. Questo spirito di accoglienza ha suggerito al cuore di un benefattore di accollarsi la spesa per l'impianto video (che serve anche per la catechesi). La mia parrocchia è situata in una zona di villeggiatura estiva e so che diverse famiglie ospiti (soprattutto milanesi) hanno suggerito al loro parroco questo espediente come risolutivo delle lamentele di alcuni parrocchiani e anche della loro preoccupazione di arrecare disturbo partecipando alla messa nella quale possono tra l'altro ringraziare insieme Dio per il dono più bello, quello dei figli. Credo che la maggior parte delle nostre parrocchie potrebbe mettere a bilancio questa spesa che - assicuro - dal punto di vista pastorale è un buon investimento. E per chi pensa davvero che i bambini a messa disturbino non rimane che far loro presente una massima: "A messa gli adulti che parlano o si dimenticano di spegnere il cellulare stanno disturbando, mentre i bambini piccoli (che esprimono con qualche vocio la loro presenza e la gioia di essere lì con papà e mamma) stanno pregando. Sono un parroco, ho 41 anni di messa e posso assicurare che non è mai stata la presenza dei bambini ad impedirmi di celebrare devotamente l'eucarestia, quanto quella di adulti che sono in chiesa, ma dimostrano con la loro distrazione di avere il pensiero e il cuore altrove. Una mia parrocchiana, analista psicologa, mi ha detto che, normalmente, se i genitori percepiscono che i loro piccoli sono ben accolti in un ambiente che non sentono ancora loro casa (nel caso nostro: una chiesa), essi stessi trasmettono serenità ai loro figli piccoli, che rimangono più distesi e calmi. Bruno Macciò (Recco)

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Scritto da: ElisabettaM alle ore 16:36 | link | commenti (7)
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8 dicembre: solennità dell'Immacolata Concezione
ROMA, giovedì, 6 dicembre 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il commento di padre Raniero Cantalamessa, OFM Cap. – predicatore della Casa Pontificia –, per la Solennità dell'Immacolata Concezione.

SENZA PECCATO

  Solennità dell'Immacolata Concezione

  Genesi 3, 9-15.20; Efesini 1,3-6.11-12; Luca 1, 26-38 

Con il dogma dell'Immacolata Concezione la Chiesa cattolica afferma che Maria, per singolare privilegio di Dio e in vista dei meriti della morte di Cristo, è stata preservata dal contrarre la macchia del peccato originale ed è venuta all'esistenza già tutta santa.  Quattro anni dopo essere stata definita dal papa Pio IX, questa verità fu confermata dalla Madonna stessa a Lourdes in una delle apparizioni a Bernardetta con le parole: "Io sono l'Immacolata Concezione.

  La festa dell'Immacolata ricorda all'umanità che c'è un sola sola cosa che inquina veramente l'uomo ed è il peccato. Un messaggio quanto mai urgente da riproporre. Il mondo ha perso il senso del peccato. Ci scherza come se fosse la cosa più innocente del mondo. Condisce con l'idea di peccato i suoi prodotti e i suoi spettacoli per renderli più attraenti. Parla del peccato, anche dei peccati più gravi, al vezzeggiativo: peccatucci, vizietti, passioncelle. L'espressione "peccato originale" viene usata nel linguaggio pubblicitario per indicare qualcosa di ben diverso dalla Bibbia: un peccato che conferisce un tocco di originalità a chi lo commette!

  Il mondo ha paura di tutto, fuorché del peccato. Ha paura dell'inquinamento atmosferico, dei "mali oscuri" del corpo, della guerra atomica, oggi del terrorismo; ma non ha paura della guerra a Dio che è l'Eterno, l'Onnipotente, l'Amore, mentre Gesù dice di non temere coloro che uccidono il corpo, ma di temere solo colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna (cf Lc 12, 4-5).

  Questa situazione "ambientale" esercita un influsso tremendo anche sui credenti che pure vogliono vivere secondo il Vangelo. Produce in essi un addormentamento delle coscienze, una specie di anestesia spirituale. Esiste una narcosi da peccato. Il popolo cristiano non riconosce più il suo vero nemico, il padrone che lo tiene schiavo, solo perché si tratta di una schiavitù dorata. Molti che parlano di peccato, hanno di esso un'idea del tutto inadeguata. Il peccato viene spersonalizzato e proiettato unicamente sulle strutture; si finisce con identificare il peccato con la posizione dei propri avversari politici o ideologici. Un'inchiesta su che cosa pensa la gente che sia il peccato darebbe dei risultati che probabilmente ci spaventerebbero.

  Anziché nel liberarsi dal peccato, tutto l'impegno è concentrato oggi nel liberarsi dal rimorso del peccato; anziché lottare contro il peccato, si lotta contro l'idea di peccato, sostituendola con quella assai diversa del "senso di colpa". Si fa quello che in ogni altro ambito è ritenuta la cosa peggiore di tutte e cioè negare il problema anziché risolverlo, ricacciare e seppellire il male nell'inconscio anziché rimuoverlo. Come chi crede di eliminare la morte, eliminando il pensiero della morte, o come chi si preoccupa di stroncare la febbre, senza curarsi della malattia, di cui essa è solo un provvidenziale sintomo rivelatore. San Giovanni diceva che se affermiamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e facciamo di Dio un bugiardo (cf 1 Gv 1, 8-10); Dio, infatti, dice il contrario, dice che abbiamo peccato. La Scrittura dice che Cristo "è morto per i nostri peccati" (cf 1 Cor 15, 3). Togli il peccato e hai vanificato la stessa redenzione di Cristo, hai distrutto il significato della sua morte. Cristo avrebbe lottato contro dei semplici mulini a vento; avrebbe versato il suo sangue per niente.

  Ma il dogma dell'Immacolata ci dice anche qualcosa di sommamente positivo: che Dio è più forte del peccato e che dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia (cf. Rom 5,20). Maria è il segno e la garanzia di questo. La Chiesa intera, dietro di lei, è chiamata a divenire "tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata" (Ef 5, 27). Un testo del concilio Vaticano II dice: "Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima vergine la perfezione, con la quale è senza macchia e senza ruga, i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità debellando il peccato; e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti" (LG, 65). 


Scritto da: ElisabettaM alle ore 13:50 | link | commenti
Categoria: maria

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