Cari amici, in questi giorni ho deciso di dedicare più tempo al mio
romanzo, quindi il blog lo curerò un pò di meno... ma io sono sempre qui, risponderò ai vostri commenti e verrò comunque a trovarvi!
Bacioni a tutti!
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ElisabettaM alle ore 09:51 |
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Messaggio di Medugorje del 25 febbraio 2007
"Cari figli, aprite il vostro cuore alla misericordia di Dio in questo tempo quaresimale. Il Padre celeste desidera liberare dalla schiavitù del peccato ciascuno di voi. Perciò, figlioli, fate buon uso di questo tempo e attraverso l’incontro con Dio nella confessione lasciate il peccato e decidetevi per la santità. Fate questo per amore di Gesù che ha redento tutti voi con il suo Sangue, affinché siate felici e in pace. Non dimenticate, figlioli: la vostra libertà è la vostra debolezza, perciò seguite i miei messaggi con serietà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
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ElisabettaM alle ore 21:35 |
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maria
Cari amici, torno a parlare di Jane Austen. E' la mia scrittrice preferita per un motivo particolare. A quindici anni, arrivata all'ultima pagina di Pride and Prejudice (che in seguito avrei riletto ben numerose volte, pure in lingua madre...), incredibilmente ebbi chiaro che anch'io volevo scrivere. Scrivere romanzi, come Jane.
Naturalmente abbandonai il mio vecchio diario che mi sembrava insulso e mi gettai a capofitto nella narrazione di una storia. Lascio a voi pensare cosa abbia potuto scrivere... di fatti mi chiedevo: ma come caspita si fa a scrivere un romanzo?
Da allora sono trascorsi altri quindici anni, anzi un pò di più. Ma la sfida l'ho vinta, Jane mi ha aiutata. E' vero che i miei romanzi girano solo tra amici, familiari e conoscenti, per ora non avrei nemmeno il tempo di spedire una scheda di valutazione a destra o a sinistra. I bimbi mi assorbono troppo.
Ma ora so cos'è quel lento lavoro, certosino, di pazienza, di rifinitura, di limatura di una frase.
Si crea l'immagine che voglio descrivere nella mia testa, e poi cerco di riportarla sulla carta per quanto sia un lavoro lento, faticoso, silenzioso, fatto in solitudine, magari di notte rinunciando anche al sonno.
Però la gioia di creare una pagina scritta dal bianco del foglio che c'era prima, è una cosa meravigliosa.
E' come partecipare in piccolissima misura della creazione divina. Dio ci ha dato questo potere quando ha detto: "crescete e moltiplicatevi". Intendeva anche: create cose belle, come faccio Io che sono il Creatore della bellezza, del mondo.
Ecco, stamattina sono andata nella libreria del mio paese (abito in provincia di Vr) e ho comprato l'ultimo libro che mi mancava da leggere di Jane Austen:
Ragione e Sentimento. Il primo che lei ha scritto.
Voglio immergermi ancora una volta nel suo mondo, nei suoi dialoghi, nel suo immaginario, nella sua solitudine, nelle sue gioie e dolori.
E' vero che sto scrivendo il sequel di Pride and Prejudice e ho bisogno di "sentire" il suo mondo interiore e letterario, però è anche il mio piccolo, piccolissimo tributo alla scrittrice che mi ha trasmesso l'amore per la scrittura.
Diamine, il sequel l'hanno già fatto una inglese ed una americana: vabbè che queste autrici hanno dalla loro parte (in comune con Jane) la lingua madre e la cultura anglosassone, ma io sono italiana, caspita! Ho per padre Dante!
E poi certe cose si "sentono", e io sento che feeling con Jane ne ho da vendere...
Bacioni a tutti! buona giornata!
Ecco il link di un bel sito dove potete fare un giretto per conoscere la Austen:
www.web3king.com/janeausten/

(casa di Jane Austen)
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ElisabettaM alle ore 11:10 |
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libri letti
Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che ! è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà ».
IL COMMENTO
Silenzio. E' Quaresima. E' il tempo di chiudere la porta e cercare nostro Padre. Scendere le scale del cuore e scoprire che stiamo vivendo come degli orfani. All'esterno un chiasso assordante, in affari, impegni e parole, tutto per essere notati; anche quando ci nascondiamo scappando dagli altri, in fondo è perchè la nostra vita dipende da loro. All'interno un gelido silenzio. Solitudine e angosce. Filtrate, occultate, travestite.
Per fortuna oggi inizia la Quaresima. Per gli affamati di vita e di amore. Ed è una buona notizia. C'è speranza. C'è la conversione, la Teshuvà direbbe un pio israelita, il ritorno, secondo la traduzione dall'ebraico della parola conversione. La conversione è incarnata nella vicenda del figlio prodigo; la fitta che gli percuote il petto, la percezione chiara d'aver buttato la vita e di essere ormai un relitto in secca. La conversione, come una scintilla di Grazia, parte da lì, dal fondo del barile raschiato sino alla fine. La conversione s'accende nel mezzo d'un'espeirenza: la solitudine, il nulla nel cuore e il freddo del vuoto, intorno nessun viso, nessuna parola. Tutto perduto, dietro a se stesso. Ma, per una Grazia misteriosa, quella che scocca al termine della discesa, il figlio che ha voluto agghindarsi di un'autonoma libertà, rientra in se stesso, nel suo più profondo essere uomo, e figlio,da dove era uscito ingannato da seducenti sirene di menzogna. Rientra, e si trova da solo, intuisce, comprende quel che ha smarrito: suo Padre. "Mi alzerò e tornerò da mio Padre". La Quaresima è tutta in questo pensiero, la riscoperta d'essere figlio e aver vissuto come un orfano. Questa intuizione, ispirata dalla Grazia, muove i passi del ritorno, chiude la porta del cuore per rientrare lì, da dove siamo usciti perduti tra i tentacoli del lavoro, degli impegni, delle cose, degli affetti, di noi stessi spalmati sui ruvidi cuori degli "altri". Rientrare nel cuore e scoprire, senza paura, la solitudine, ed il bisogno racchiuso in essa. Il digiuno, l'elemosina, la preghiera, sono innanzi tutto SEGNI d'una realtà che il mondo e il demonio ci occultano: la solitudine profonda della dimenticanza di Dio. Sono il SEGNO di un' assenza. Quella che sta al fondo del nostro cuore. Non c'è il Padre. E non c'è lo Sposo. Siamo soli e affamati d'amore, anche se strepitiamo e ci facciamo notare.
Oggi inizia la Quaresima e ci prende lì dove siamo, orfani come siamo. Come il figlio prodigo, proni tra le nostre sporche e disordinate giornate, cercando invano una ghianda, un affetto, un sorriso, una parola, qualcosa di vero che dia valore alla nostra vita. Su di essa si affaccia questo Mercoledì delle ceneri, e per noi s'inaugura il tempo di chiudere la porta, di cercare nel segreto lo sguardo di Chi abbiamo dimenticato. Torniamo a casa, torniamo da nostro Padre. E' Lui che abbiamo perduto. La preghiera, il grido umile di chi sa di non essere degno, di chi desidera l'ultimo posto, basta che sia nella casa del Padre. La preghiera di un cuore contrito che si butta nelle braccia di suo Padre. La Sua ricompensa sarà il perdono, la misericordia, l'amore del Padre, infinito. La Quaresima è il ritorno a casa. Nostro Papà è alla finestra e freme nell'attesa di correrci intorno. Il cammino è cosa nostra, senza di esso non c'è amore vero. Quaranta giorni di cammino nel deserto della nostra vita, quaranta giorni d'amore, il nostro, tutto dentro un umile desiderio. Il nostro amore non può essere che un cammino. Il Figlio lo ha aperto per noi, risalendo dagli inferi prima di noi. Le Sue orme ci conducono in questa Quaresima, dalla morte alla vita, sino alla notte delle notti, la Pasqua dei figli nel Figlio.
Buona Quaresima dunque, e buon ritorno a casa.
Tratto dal sito "I Segni dei Tempi"
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ElisabettaM alle ore 09:33 |
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riflessioni

Ecco cosa sto leggendo in questi giorni: se anche voi siete delle patite di Jane Austen, bè questo è il primo dei vari sequel di Orgoglio e Pregiudizio, finalmente tradotto in italiano. Per gli altri attenderò fiduciosa...
Vi assicuro che finora trama e stile non lasciano delusi coloro che apprezzano quel mondo unico che Jane sa tratteggiare con le sue formidabili pennellate.
E quasi quasi, anche se l'ultimo remake cinematografico l'ho visto e rivisto, meglio un romanzo-sequel che un remake-film... la fantasia ne esce avvantaggiata e compiaciuta.
Per i fan dell'ultimo adattamento cinematografico ho trovato un sacco di materiale, foto del film, premi vinti, ecc. a quest'indirizzo:
http://cinema.castlerock.it/film_curiosita.php/id=4047
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ElisabettaM alle ore 21:09 |
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libri letti
ANGELUS
Piazza San Pietro, Domenica 18 febbraio 2007
Cari fratelli e sorelle!
Il Vangelo di questa domenica contiene una delle parole più tipiche e forti della predicazione di Gesù: "Amate i vostri nemici" (Lc 6,27). E’ tratta dal Vangelo di Luca, ma si trova anche in quello di Matteo (5,44), nel contesto del discorso programmatico che si apre con le famose "Beatitudini". Gesù lo pronunciò in Galilea, all’inizio della sua vita pubblica: quasi un "manifesto" presentato a tutti, sul quale Egli chiede l’adesione dei suoi discepoli, proponendo loro in termini radicali il suo modello di vita. Ma qual è il senso di questa sua parola? Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane? In realtà, la proposta di Cristo è realistica, perché tiene conto che nel mondo c’è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà. Questo "di più" viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può "sbilanciare" il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo "mondo" che è il cuore dell’uomo.
Giustamente questa pagina evangelica viene considerata la magna charta della nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male – secondo una falsa interpretazione del "porgere l’altra guancia" (cfr Lc 6,29) – ma nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. L’amore del nemico costituisce il nucleo della "rivoluzione cristiana", una rivoluzione non basata su strategie di potere economico, politico o mediatico. La rivoluzione dell’amore, un amore che non poggia in definitiva sulle risorse umane, ma è dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve sulla sua bontà misericordiosa. Ecco la novità del Vangelo, che cambia il mondo senza far rumore. Ecco l’eroismo dei "piccoli", che credono nell’amore di Dio e lo diffondono anche a costo della vita.
Cari fratelli e sorelle, la Quaresima, che inizierà mercoledì prossimo con il rito delle Ceneri, è il tempo favorevole nel quale tutti i cristiani sono invitati a convertirsi sempre più profondamente all’amore di Cristo. Domandiamo alla Vergine Maria, docile discepola del Redentore, che ci aiuti a lasciarci conquistare senza riserve da quell’amore, ad imparare ad amare come Lui ci ha amato, per essere misericordiosi come è misericordioso il nostro Padre che è nei cieli (cfr Lc 6,36).
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ElisabettaM alle ore 13:17 |
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angelus
Le letture del giorno: Sir 1,1-10 e Mc 9, 14-29.
Commento al Vangelo di Filosseno di Mabbug ( ?- circa 523), vescovo in Siria
Omelia 3, 52-56 ; SC 44, 71
« Credo, aiutami nella mia incredulità »
Vieni e porgi l’orecchio per sentire, vieni e apri i tuoi occhi per vedere
i prodigi che sono mostrati alla fede. Vieni a formarti degli occhi nuovi,
vieni a crearti degli orecchi nascosti. Sei invitato a udire cose
nascoste...; sei stato chiamato a vedere delle realtà spirituali... Vieni a
vedere ciò che non sei ancora, e rinnova te stesso entrando nella nuova
creazione. La Sapienza era con il tuo Creatore mentre ompiva le sue prime
opere (Prov 8,22). Ma nella seconda creazione, con lui c’era la fede; in
questa seconda nascita, egli ha preso la fede come aiuto. La fede
accompagna Dio in ogni cosa, ed egli non fa nulla oggi senza di essa. Gli
sarebbe stato più facile farti nascere da acqua e da Spirito (Gv 3,5) senza
di essa, eppure non ti fa nascere nella seconda nascita prima che tu abbia
ricevuto il simbolo della fede, cioè il credo. Poteva certo rinnovarti, e
da vecchio, farti nuovo, eppure non ti cambia e non ti rinnova senza avere
ricevuto da te la fede in pegno. È chiesta la fede a colui che è
battezzato, e allora, dall’acqua egli riceve dei tesori. Senza la fede,
tutto è volgare; quando interviene la fede invece, le cose spregevoli
appaiono gloriose. Senza la fede, il battesimo è acqua; senza la fede, i
misteri vivificanti sono pane e vino; senza l’occhio della fede, l’uomo
vecchio appare unicamente ciò che è; senza l’occhio della fede, i misteri
sono volgari e i prodigi dello Spirito sono vili. La fede guarda, contempla
e considera segretamente la potenza nascosta delle cose... Infatti, tieni
nella tua mano il frammento del mistero che, per natura, è del pane comune;
la fede lo guarda come il corpo dell’Unico. Il corpo vede del pane, del
vino, dell’olio, dell’acqua, ma la fede obbliga il suo sguardo a vedere
spiritualmente ciò che non vede corporalmente, cioè a mangiare il Corpo in
luogo del pane, a bere il Sangue in luogo del vino, a vedere il battesimo
dello Spirito in luogo dell’acqua e la potenza di Cristo in luogo
dell’olio.
www.vangelodelgiorno.org
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ElisabettaM alle ore 12:59 |
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riflessioni

E mi riscopro lupo
padrone del mio branco
fedele alla mia razza
libero tra i boschi.
E ululo alla luna
compagna della notte
luce alle razzie
faro che mi guida.
E annuso la mia terra
delimitando il cerchio
dei miei combattimenti
principe nella lotta.
E sfido l’avventura
digrignando i denti
con occhi infuocati
ritto sulle zampe.
E mi riscopro lupo
confuso tra gli umani.
(poesia gentilmente concessa da: grisby6043)
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ElisabettaM alle ore 14:31 |
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Vi lascio il link del nuovo romanzo di un carissimo amico di famiglia. Davvero merita di essere letto, perchè è un romanzo bellissimo, scritto da una persona che scrive da molti più anni di me. E che scrive col cuore.
Appassionati del genere fantasy, andate a vedere questo romanzo! DAVVERO NE VALE LA PENA!!!
www. Geshwa.splinder.com : Geshwa Olers ed il viaggio nel Masso Verde
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ElisabettaM alle ore 10:30 |
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Il bacio, di Marino Bocciardo
(
http://www.interarteonline.com/Marino_Bocciardo.htm)
(per correttezza, oggi ricorre anche la festa dei santi patroni d'Europa
Cirillo e Metodio... volevo almeno citarli per dedicare un pensiero ricolmo d'affetto anche a loro)
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ElisabettaM alle ore 10:12 |
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